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Sergio Brenna

SULLIVAN STREET

Carte Da Decifrare
14 Dezember

STAND BY MUSIC

 

 

GREATEST HITS 2007

 

 

 

1 – RADIOHEAD  IN RAINBOWS  

2 – BILL CALLAHAN  WOKE ON A WHALEHEART

3 - TWO GALLANTS  TWO GALLANTS

4 – THE NATIONAL  BOXER

5 –  LOW  DRUMS AND GUNS

6 – JENS LEKMAN  NIGHT FALLS OVER KORTEDALA

7 – PATRICK WOLF  THE MAGIC POSITION

8 – BRUCE SPRINGSTEEN  MAGIC

9 – OKKERVIL RIVER  THE STAGE NAMES

10 – ARCADE FIRE  NEON BIBLE

 

 

11 –BENJY FERREE  LEAVING THE NEST

12 –  SHANNON WRIGHT  LET THE LIGHT IN

13 – MODEST MOUSE  WE WERE DEAD BEFORE THE SHIP EVEN SANK

14 – THE WHITE STRIPES  ICKY THUMP

15 – IRON & WINE  THE SHEPHERD’S DOG

16 – LONEY, DEAR  LONEY, NOIR

17 – EDITORS  AN END HAS A START

18 – SUPERSILENT  8

19 – GRAVENHURST  THE WESTERN LANDS

20 – VOXTROT  VOXTROT

 

 

29 November

SURVIVOR

 
OTTO CANZONI , OTTO MOMENTI E...
A REASON TO BELIEVE
 
 
Trincea
 
 

 

 

UNCHAINED – Johnny Cash

 

19 Maggio 2007, Castello : serata memorabile da consegnare alla storia. Trincea.

 

FAKE EMPIRE – The National

 

20 Luglio 2007, Veroli : Io, Simone e Antonio in macchina, Stefania che ci aspetta e … un’Isola tra di noi. Trincea.

 

THE MAN COMES AROUND  - Johnny Cash

 

24 Maggio 2007, Viale Marconi 19 : l’Allievo diventa Maestro e il “ Fonz” assaggia la Trincea.

 

PLAINSONG – The Cure

 

14-15 Aprile 2007, Terracina : Simone, Gianni, Giuseppe, Roberto ed io, la Trincea si sposta al mare e ferma il tempo.

 

AMAZING GRACE – Low

 

30 Maggio 2007 Ceccano, Ore 18 : presentazione del libro “COLORI” ; Frosinone, Ore 21 : Simone, Antonio, Stefania ed io attorno ad un tavolo della pizzeria La Botte.

 

SLOW SHOW – The National

 

8-13-14 Ottobre, Teatro della Chiesa Nostra Signora di Lourdes, in scena “Revisore” : io sul palco ,stanco e felice, e la Trincea in platea, applaude.

 

LIFE IN SLOW MOTION – David Gray

 

4 – 25 Novembre 2007 : “ Trincea non vuol dire soltanto bere “ , ma delle volte ci basta fare anche solo quello, per essere “ Out Of This World “ .

 

STREET SPIRIT – Radiohead

 

Io, Roma e i suoi colori.

 

 

 

 

 

24 Oktober

STARDUST

 
 
GRACE
 
GRACE
 
 
There's the moon asking to stay
Long enough for the clouds to fly me away
Though it's my time coming, I'm not afraid, afraid to die
My fading voice sings of love,
But she cries to the clicking of time,
Of time

Wait in the fire...
 
And she weeps on my arm
Walking to the bright lights in sorrow
Oh drink a bit of wine we both might go tomorrow,oh my love
And the rain is falling and I believe
My time has come
It reminds me of the pain I might leave
Leave behind

Wait in the fire...

And I feel them drown my name
So easy to know and forget with this kiss
But I'm not afraid to go but it goes so slow

Wait in the fire...
21 Februar

MAGIC MOMENTS

 
I ricordi di una vita, momenti unici ascoltati nel silenzio, che hanno fatto di ognuno di noi quelli che ora siamo. Così , magicamente, la 'mia' Potenza rivive in Capeside... : la poesia della vita e la ricchezza di attimi, impossibili da dimenticare. 
 
 
" FORSE SEMBRA RIDICOLO, MA A ME SEMBRA DI RIUSCIRE A DISTINGUERE L'ODORE DELLA NEVE. E' IL MIO PRIMO RICORDO DI VITA. NON LO SO AVRO' AVUTO 2 O 3 ANNI, MA RICORDO DISTINTAMENTE CHE MI ALZAVO SULLA PUNTA DEI PIEDI E GUARDAVO DALLA FINESTRA SOCCHIUSA LA NEVE CHE CADEVA SULLA VALLE IMBIANCATA. E TUTTO SEMBRAVA AVVOLTO NEL SILENZIO. "
 
                                                                                      Pacey  ( DAWSON'S CREEK )
23 Januar

20 CANZONI IMPORTANTI

 
 
 
 

20 canzoni, 20 canzoni importanti, 20 canzoni che non smetteremmo mai di ascoltare, 20 canzoni che non ricordano momenti epici, memorabili o indimenticabili perché sono canzoni irrinunciabili che hanno lasciato un segno indelebile nell’ interminabile storia d’amore tra noi e la musica!

Rigorosamente in ordine sparso e tutte ad un ipotetico primo posto, ecco le mie:

 

 

 

PICTURE OF YOU  - The Cure

BORN TO RUN  - Bruce Springsteen

ROUND HERE  - Counting Crows

COME PICK ME UP  - Ryan Adams

FREE FALLIN’   - Tom Petty

I WALK THE LINE  - Johnny Cash

GOOD VIBRATIONS  - Beach Boys

ONE  - U2

ALIVE  - Pearl Jam

HEART OF GOLD  - Neil Young

TANGLED UP IN BLUE  - Bob Dylan

DREAM LETTER   - Tim Buckley

HALLELUJA  - Jeff Buckley

CREEP  - Radiohead

THIS IS THE SEA  - The Waterboys

SHINE  - David Gray

WALK ON THE WILD SIDE  - Lou Reed

I’M WAITING FOR THE MAN  - The Velvet Underground

SOLDIER’S THING  - Tom Waits

LOSING MY RELIGION  - R.E.M.

 

 

 

29 Dezember

Il mio 2006 in Musica

 

 

IL MIO 2006 … IN MUSICA!

 

ORPHANS – Tom Waits

STREETS OF NEW YORK – Willie Nile

THE LETTING GO – Bonnie “Prince” Billy

AMERICAN V : A HUNDRED HIGHWAYS – Johnny Cash

“ 9 “ – Damien Rice

WOLVES – My Latest Novel

I LOVE YOU BUT I’VE CHOSEN DARKNESS – Fear Is On Your Side

WE SHALL OVERCAME – Bruce Springsteen and  The Seeger Session

TROUGH THE WINDOWPANE – Guillemots

GET LONELY – Mountain Goats

 

 

 

AND THE BEST OTHERS…

 

 

RETURN TO  COOKIE MOUNTAIN – Tv On The Radio

THE GREATEST – Cat Power

DRUM’S NOT DEAD – Liars

IN THE MAYBE WORLD – Lisa Germano

BROKEN BOY SOLDIERS – The Raconteurs

A BRIGHTER KIND OF BLUE – Terje Nordgarden

NIGHTCRAWLER – Pete Yorn

THE DRIFT – Scott Walker

LIVING WITH WAR – Neil Young

THE ERASER – Thom Yorke

 

 

26 November

HO TANTO SOGNATO DI TE

 
Ho tanto sognato di te che la tua realtà svanisce.
È ancora tempo di raggiungere quel corpo vivo e di baciare su quella bocca
la nascita della voce che mi è cara?
Ho tanto sognato di te che le mie braccia abituate, stringendo la tua ombra, ad
incrociarsi sul mio petto non aderirebbero più al contorno del tuo corpo,
forse.
E che dinnanzi all'apparenza reale di ciò che mi ossessiona e mi governa
da giorni e anni, io diverrei certo un'ombra.
O bilance sentimentali.
Ho tanto sognato di te che non è più il momento di svegliarmi. Dormo in
piedi, con il corpo esposto a tutte le apparenze della vita e dell'amore,
e tu, la sola che conti oggi per me, potrei toccare meno la
tua fronte e le tue labbra che le prime labbra e la prima fronte che incontro.
Ho tanto sognato di te, tanto camminato, parlato, dormito con il tuo fantasma
che non mi resta più forse e tuttavia che essere fantasma tra i fantasmi
e più ombra cento volte dell'ombra che vaga e vagherà vivida sul quadrante solare della tua vita.
 
Robert Desnos

 

 
11 November

SERENDIPITY

 
SERENDIPITA' :
Lo scoprire qualcosa di inatteso e importante che non ha nulla a vedere con quanto ci si proponeva di trovare o con i presupposti teorici sui quali ci si basava / l'attitudine a fare scoperte  fortunate e impreviste . Dall'inglese serendipity, da Serendip, antico nome arabo di Ceylon; il significato del termine trae origine dalla fiaba persiana I tre principi di Serendip, nella quale gli eroi protagonisti posseggono appunto il dono naturale di trovare cose di valore non cercate.
 
- QUANDO IL TEMPO, IL CASO, L' AMICIZIA, L'AMORE ...QUANDO TUTTO DIVENTA MAGIA -
25 Oktober

MIAMI VICE

Può capitare a volte che la sala in cui si entra per vedere un film, si dimostri un luogo particolare, diverso, insolito. E la storia e comunque tutto quello che ti viene presentato, diventi emozione,brivido e magia. Esci da quella sala con la consapevolezza di non aver visto soltanto un  film… è quello che è capitato a me, alcuni giorni fa. Cerco di raccontarvelo attraverso la mia modesta “recensione” che non ho potuto fare a meno di scrivere .

 

 La storia in sé potrebbe essere già vista, risultare semplice e scarna, ma il modo in cui Mann la realizza è totalmente stupefacente ed innovativo! E’ un ulteriore e raffinatissimo passo personale e visionario che va oltre quanto aveva già fatto con Collateral ed anni prima con Heat – La sfida.

Il punto distintivo con Mann non  è la storia,appunto ,ma come la storia si snoda , viene raccontata e viene rappresentata. Ed infine ci si trova dinanzi ad uno schermo di emozione pura, non certo per la suspance ed il brivido che può essere suscitato dalle vicissitudini di due agenti infiltrati, ma per il brivido inarrivabile del suo cinema e delle sue figure!

La raffinatissima operazione di Mann non va confusa con un qualsiasi  tentativo di remake o con una banale messa in scena di vecchie storie per catturare l’attenzione del pubblico. Qui siamo in presenza di un altro territorio creativo, al punto che i vecchi fans della datata serie TV potrebbero addirittura non riconoscere il loro amato prodotto. Della Serie televisiva Mann mantiene le cose basilari, i suoni cupi ed elettronici e l’oscurità degli ambienti. Basta, anche i due protagonisti Sonny e Rico sembrano diversi. Quindi archiviato il pericolo operazione-nostalgia( ma con Mann c’è da aspettarselo), Miami Vice è un film che brilla di luce propria, bellissimo, che contiene in sé tutti gli elementi fondamentali che fanno il cinema, senza avere nulla di superfluo!

E la strada che sta percorrendo Mann è stupefacente, il suo cinema sembra stia cambiando dal punto di vista tecnico e da quello dei contenuti, dal massimo dell’artificio al servizio della narrazione sta andando verso una direzione personalissima e poco battuta: quella del digitale che gli consente di realizzare e filmare scene che prima non si sono mai viste!

Quando mai abbiamo visto scene notturne così illuminate? Quando mai scene di quel tipo ci sono sembrate così reali? Per non parlare dei colori che avvolgono tutta la pellicola, quel giallo- blu creato dalle luci neon e da quelle dei lampioni, Mann riesce a riflettere sull’ambiente metropolitano in modo esemplare e l’impatto che proprio l’ambiente ha sul film è portentoso, molte sono le inquadrature che si soffermano sul paesaggio metropolitano e marittimo, per non parlare di quelle, straordinarie, panoramiche dall’alto.

Uno dei registi più tecnici in assoluto, ma che sa far diventare quello che filma emozione, qualcosa di vivo e paradossalmente vero!Come non restare stupiti dall’audio durante la sparatoria finale…e dal sonoro in generale ? Come non restare stupiti dalla crudezza realista di alcune scene come l’investimento del camion o la sparatoria iniziale?

E  all’interno di questo quadro emergono, in me, alla grande i due temi portanti del film: l’amore impossibile e l’amicizia fraterna. Mann ce li racconta come al solito a modo suo, attaccandosi ai personaggi , ai loro volti, guardando dritto nei loro occhi, e l’occhio di Mann, a sua volta, racconta le loro storie con uno stile inconfondibile fatto di angoli, sfumature e istinto!

Come non credere ,già dopo poche inquadrature, alla piena e totale fiducia che Rico ripone in Sonny …e viceversa? Come non credere che ognuno morirebbe per l’altro senza battere un ciglio ?Come non emozionarsi nella sublime scena finale, prima dell’operazione finale…quando tra i due c’è solo bisogno di uno sguardo, e non di parole, per capirsi e accettare!

Come non restare basiti dall’attrazione fatale che nasce tra Sonny e la criminale Isabella?Lei Isabella, stupenda, fascinosa ed ineffabile…che sembra uscita da un libro di poesie, il tipo di donna di cui ci si innamora al primo sguardo. Brrr… il conseguente dissidio, riassunto in una sequenza di 10 secondi, che pone il nostro Sonny in bilico, nella difficile situazione di gestire un equilibrio  a volte quasi impossibile da ottenere: quello fra l’amore e il dovere!

 

E’ un film che sebbene oggettivamente non consideri un capolavoro, non riesco assolutamente a scindere dalla mia emozionalità, ha avuto l’ardire e il pregio di toccare corde, che mi suonano dentro , in modo viscerale… è PER ME …qualcosa che va oltre il film e il capolavoro!

Immenso Michael Mann!

17 Oktober

LA GRANDE DOMANDA!

Come abbiamo fatto a SOPRAVVIVERE ?

 

 

- Da bambini andavamo in auto che non avevano cinture di sicurezza né airbag...

     - Viaggiare nella parte posteriore di un furgone aperto era una passeggiata speciale e ancora ne   serbiamo il ricordo.

     - Le nostre culle erano dipinte con colori vivacissimi, con vernici a base di piombo

      - Non avevamo chiusure di sicurezza per i bambini nelle confezioni dei medicinali, nei bagni, alle porte.

      - Quando andavamo in bicicletta non portavamo il casco.

      - Bevevamo l'acqua dal tubo del giardino, invece che dalla bottiglia dell'acqua minerale...

      - Trascorrevamo ore ed ore costruendoci carretti a rotelle ed i fortunati che avevano strade in discesa si lanciavano e, a metà corsa, ricordavano di non avere freni. Dopo vari scontri contro i cespugli, imparammo a risolvere il problema. Si, noi ci scontravamo con cespugli, non con auto! 

      - Uscivamo a giocare con l'unico obbligo di rientrare prima del tramonto. Non avevamo cellulari... cosicché nessuno poteva rintracciarci.

- La scuola durava fino alla mezza, poi andavamo a casa per il pranzo  con tutta la famiglia .

-   Ci tagliavamo, ci rompevamo un osso, perdevamo un dente  e nessuno faceva una denuncia per questi incidenti.  La colpa non era di nessuno, se non di noi stessi.

- Mangiavamo biscotti , pane olio e sale, pane e burro, bevevamo bibite zuccherate e non avevamo mai problemi di sovrappeso, perché stavamo sempre in giro a giocare.

- Condividevamo una bibita in quattro … bevendo dalla stessa bottiglia e nessuno moriva per questo!

- Non avevamo Playstation, Nintendo 64, X box, Videogiochi, televisione via cavo con 99 canali, videoregistratori, dolby surround, cellulari personali, computer, chatroom su internet… Avevamo invece gli amici.

- Uscivamo, montavamo in bicicletta o camminavamo fino a casa dell’amico, suonavamo il campanello o semplicemente entravamo senza bussare e lui era lì ed uscivamo a giocare.

- Si! Lì fuori! Nel mondo crudele!  Senza un guardiano!  Come abbiamo fatto? Facevamo giochi con qualsiasi cosa, formavano delle squadre per giocare una partita; non tutti venivano scelti per giocare e gli scartati dopo non andavano dallo psicologo per il trauma.

-  Alcuni studenti non erano brillanti come altri e quando perdevano un anno lo ripetevano.   Nessuno andava dallo psicologo, dallo psicopedagogo, nessuno soffriva di dislessia né di problemi di attenzione né di iperattività; semplicemente prendeva qualche scapaccione e ripeteva l’anno.

- Avevamo libertà, fallimenti, successi , responsabilità e imparavamo a gestirli.

 

LA DOMANDA E’ QUESTA: COME ABBIAMO FATTO A SOPRAVVIVERE? COME ABBIAMO FATTO A CRESCERE E A DIVENTARE GRANDI?

 

 

 

29 September

HO RAGIONE, MA...

HO RAGIONE… MA E’ VIETATO !

 

 

Cos’è che mi fa più imbestialire? No non è  la coercizione di non poter più fumare dove mi pare,lo giuro, ma è  quella brutta e strana sensazione d’esser divenuto vittima di un nuovo tipo di razzismo, quella brutta sensazione di venir tacciato alla stregua di un pericoloso delinquente teppista,  e questo perché: perché sono un fumatore… ecco cos’è che mi fa imbestialire.
Lo so che è un errore fumare, lo so che fa male. Potessi tornare indietro, non fumerei mai, ma indietro non si torna e fumare mi piace.
Lo pago un sacco, il pacco di sigari.UNA CIFRA ESORBITANTE, se si tiene conto di quanto in realtà all’origine costa.
Sto attento a non dar fastidio a nessuno. Mi impongo atteggiamenti di pieno rispetto, ANCHE SE DENTRO DI ME IL MIO CERVELLO URLA IMPERANTE… tabacco!
Questo fatto del divieto di fumo, ha creato anziché un benessere (veramente) un malessere generale: i fumatori. Tutti si sentono in diritto di mancare rispetto ad un fumatore,ANCHE I BAMBINI: una specie di moderna inquisizione; un atteggiamento odio-compatimento per noi poveri fumatori, incalliti, destinati al cancro e condannati ad una pelle secca.
E poi ci sono i Commercianti: costretti a bandire buona parte della loro clientela (fumatrice), se non in possesso del necessario spazio nel loro locale, oppure destinati a sborsare cifre spaventose per adeguare il locale con divisioni, impianti di aspirazione, eccetera.
Ma io mi domando anziché sottoporre il fumatore ad umiliazioni di ogni genere ,anziché sottoporre il già spremuto commerciante ad ulteriori sforzi finanziari per poter continuare a lavorare…
PERCHE’ NON VIETANO LE SIGARETTE DIRETTAMENTE???
Già…perché non vietano anche il tabacco o  la nicotina?
Sarà che la nicotina non fa più male dell’Hashish? Sarà che forse tale manovra necessita di impressionanti iter politico mafioso…ehm…-economico-burocratico?
Pensare che gli aumenti stratosferici ultimamente applicati al pacchetto, vanno in favore della ricerca sul cancro… Con i 15 milioni di euro al giorno che ci guadagnano…

potrebbero anche cercare di risolvere l’antiestetico effetto dell’invecchiamento della pelle?


Boh!


La sigaretta o il sigaro ( nel mio caso) fa male: invece l’ossido di carbonio, il benzene, tutti gli schifi chimici con cui quotidianamente abbiamo a che fare, quelli fanno bene!! Persino la polverina che viene fuori dal “Gratta e Vinci E’ CANCEROGENA …. Figuratevi… e allora mi chiedo
perché lo Stato non aumenta il prezzo del ‘Gratta & Vinci’? Si mette sopra una bella scritta “Grattare uccide”e poi coi soldi in più si potranno curare le persone che si ammalano per le sostanze cancerogene!

 A proposito proprio ieri leggevo che abbiamo ricominciato a mangiare la mucca pazza? E il pollo? E l'insalata? Se continua così, andremo a finire che pranzeremo e mangeremo in farmacia….

Bastardi Ipocriti… ora mi accendo proprio un ottimo sigaro “ Ops…”

 

Saluti Jim Stark.

07 September

Un nuovo inizio?

 
E dopo che la bufera " sembra" passata ed una nuova stagione calcistica sta per iniziare... la mia mente torna a pensare a quell'oggetto sferico, che ogni domenica scorre sui campi calcistici di tutta Italia. Ma questa volta lo fa con un pò di rimpianti e di rammarico per tutto ciò che è stato, per tutto quello che una volta era il calcio e per tutto quello che "sembra" sarà il calcio!
Voglio condividere con voi la lettura di quest'articolo, che ha riportato proprio la mente, ma anche il cuore ...in luoghi ormai dimenticati, perchè fatti di emozioni che sembrano "diverse".
Io un pò mi sono commosso, non so voi...
 

Le partite cominciavano alle tre, il fischio d'inizio era la campanella, quella era una messa laica, loro erano i sacerdoti del rito, noi i fedeli.

Ed era sempre domenica.

Tutti in piedi nel nome del calcio "fratelli siamo qui riuniti per celebrare eccetera eccetera". Eravamo lì: riuniti.

Allo stadio, lo vuoi un caffè borghetti?

Nei nostri fumosi tinelli, dopo il pranzo della domenica, seduti davanti alla radio, a vedere niente per immaginare tutto. In giro per la città, a fare dell'altro, vivere amare capirsi direbbe qualcuno, e a cogliere frammenti di un'emozione che gracchiava e cominciava sempre con un: "Scusa Ameri, ti interrompo da San Siro".

Quel momento, lì: estasi pura. Quel momento di silenzio, c'era Ameri che prendeva fiato, era il gol che stava arrivando, da lontano:sospensione del tempo e della spazio, chi siamo e dove andiamo.

E alla fine andavamo, in pace, con noi stessi e con la nostra fantasia piena di gol che nessuno; se non noi, aveva visto con gli occhi di chi ama: "Prohaska allarga per Falcao, cross di Conti, Pruzzo, Pruzzooooo, Pruzzoooooooooooo. Rete dicevano, gol sembrava (era?) una parola straniera."

Dacci oggi il nostro pane quotidiano:ce lo davano, una volta alla settimana, bastava quella. Bastavano le mille dosi e nessuno correva il rischio di ingozzarsi di processi e moviole, anticipi, posticipi e assurdi gironcini di coppe che non riconosciamo più.

Nostalgia canaglia, mai tanta come oggi

Quando le partite cominciavano, alle tre avevamo, poche certezze, ma almeno ce le avevamo.

I numeri andavano dall'uno all'undici; recitarli era un piacere: Zoffgentilecabrini, dimostrazione che la poesia quando centra il cuore parte dai posti più impensati.

Il portiere di riserva aveva il 12, non il 78.

Giorgio Bubba stava a Genova, farcelo vedere una volta da Catanzaro avrebbe causato alla nostra generazione piu danni dell'ecstasi.

Le maglie erano di lana spessa, i calzoncini strizzati, le scarpe da calcio erano strumenti di un mestiere... non roba da Matrix.

Alla schedina vinceva chi faceva tredici: bella e semplice. Troppo semplice, vero? La liturgia aveva tempi ben precisi, dovevi esserci in quel momento lì e basta, c'era più tempo per emozionarsi e gustarsi l'emozione.

Pensate: per essere felici non serviva neanche il decoder.

E ancora: «Tutto il calcio minuto per minuto» ,

Alfredo Provenzali gran mogol dallo studio, le casse di vino, per chi segnava il primo gol del campionato, sono Luzzi dal Cibali: gli orobici hanno rimontato un gol agli ostici etnei. C'era una sola persona che aveva i diritti delle nostre emozioni in esclusiva, si chiamava Paolo Valenti ed era bello farci raccontare la domenica da uno che aveva il suo stile. Ta-ra-tattara-tatta-tarattatà-ta-ta, solo i cuori di pietra e i poveri di spirito rimangono indifferenti davanti alla sigla di

«Novantesimo minuto»: prendi il carillon e dagli un altro giro, continuiamo così facciamoci del male.

Perché noi abbiamo visto cose che voi umani non potreste immaginarvi:

Maradona magro, Platini che se ne va sotto la pioggia facendo, ciao con la mano, era un addio, Bagnoli col cappello da ferroviere che vince uno scudetto. Oggi siamo nel mezzo di un'orgia da fast-football, ma non abbiamo facce felici e soprattutto non sappiamo più da che parte girarci.

Com'era alla fine di "Tutto il calcio"? Se la tua squadra del cuore ha vinto brinda con Stock '84, se la squadra del cuore ha perso consolati con Stock '84.. Consoliamoci, che è meglio, perché tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia,

scusa Ameri e scusa Ciotti per quello che sta succedendo, qualcuno dia la linea a Tonino Carino da Ascoli, qui piove parecchio, piove sul nostro AMOR!



F. Zara (Corriere dello Sport Stadio)

 
 
04 August

Tutto quello che ho amato di questa Stagione Cinematografica!

TOP TEN CINEMATOGRAFICA STAGIONE 2005-2006

 

 

1 – A HISTORY OF VIOLENCE

2 – LA FABBRICA DI CIOCCOLATO

3 - LE 3 SEPOLTURE

4 – LA SPOSA CADAVERE

5 – LADY VENDETTA

6 – MATCH POINT

7 – BROKEN FLOWERS

8 – ELIZABETHTOWN

9 – LA GUERRA DI MARIO

10 – KING KONG

 

 

 

 

IN PANCHINA CON ONORE

 

11 –LE PARTICELLE ELEMENTARI

12 – INSIDE MAN

13 – WALK THE LINE

14 -  GOOD NIGHT AND GOOD LUCK

15 – IN HER SHOES

16 - THE INTERPRETER

17 – ANCHE LIBERO VA BENE

17 – ROMANZO CRIMINALE

18 – NIENTE DA NASCONDERE

19 – IL CASTELLO ERRANTE DI HOWL

20 – I SEGRETI DI BROKEBACK MOUNTAIN

 

 

MIGLIOR FILM : A HISTORY OF VIOLENCE

MIGLIOR REGIA : TIM BURTON

MIGLIOR ATTORE : PHILIP SEYMOUR HOFFMAN ( TRUMAN CAPOTE )

MIGLIOR ATTRICE : MARIA BELLO ( A HISTORY OF VIOLENCE )/ KIRSTEN DUNST ( ELIZABETHTOWN)

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA : BARRY PEPPER ( LE 3 SEPOLTURE )

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA : MICHELLE WILLIAMS ( I SEGRETI DI BROKEBACK MOUNTAIN )

MIGLIOR SCENEGGIATURA : LE 3 SEPOLTURE

MIGLIOR ADATTAMENTO : A HISTORY OF VIOLENCE

 

13 Juni

Eccole!

 

"Sono tornato da dove sono stato ed ora sto qui dove sono tornato" 

Pubblico qui di seguito la mia personale Top Ten riguardo le attrici che in assoluto preferisco,magari non saranno ...ma per me sono!( eh eh )

 

 

 

 

 

 TOP TEN ATTRICI

 

 

 

1 – SALLY FIELD

2 - SUSAN SARANDON

3 – NAOMI WATTS

4 – JODIE FOSTER

5 - HELENA BONAN-CARTER 

6 – CRISTINA RICCI

7 – MERYL STREEP

8 – KATE WINSLET 

9 – LAURA LINNEY

   10 – EMMA THOMPSON
25 Mai

Lo sciatto

Precisiamo che non è un personaggio di Friends bensì un autocrogiolarsi nei propri pensieri pessimistici che viene evidenziato esteriormente attraverso un'oculata trascuratezza.

Ci si sente come il veterano di battaglie al cospetto della nuova recluta, orgogliosi delle proprie cicatrici e puntellato dalla disillusione di chi ne ha viste succedere troppe per rimanere sorpreso d'alcunchè. Gli occhi segnati, la barba mensile, la maglia bucherellata sono solo segnali di uno stato d'animo in equilibrio tra la stanchezza routinante e l'apatia. Il risveglio da questo modus vivendi è tanto semplice quando faticoso: darsi una rapida scossa di vita. La difficoltà sta nel reperire gli stimoli necessari per uscire da quell'ovatta che smorza gli intenti sul nascere, in assenza di un clima favorevole e invischiato più che mai nella quotidianità di un lavoro in cui la bilancia misura l'ennesimo incremento del peso delle delusioni a dispetto dei rari momenti di compiacimento.

Ma l'esser sciatto è una commistura di diversi elementi, sia positivi che negativi, e solo una parte è dovuta all'anestesia professionale. C'è una reale intenzione nel mostrarsi tale, un piacere interiore nello spechiarsi e trovarsi trasandati, consumati in quanto vivi e attivi. A far nulla ci si conserva meglio, ma ogni segno di trascuratezza è soprattutto un cartello ben visibile del concetto: vivo e lo faccio fino in fondo, tracanno la coppa dell'esistenza fino all'ultima goccia leccandone anche i bordi, perchè IO sono e in quanto tale lascio un segno visibile nel mondo e sulla mia persona: barcollo ma non mollo!!! Ciò ben si adatta e si propaga negli acciacchi mai curati, nel "prima o poi passerà e comunque capita" e il compiacimento ne esce rinvigorito. (Ehi John, sei stato ferito, sanguini!! - Io non ho tempo per sanguinare. Predator n.d.a.s*).

Mi è stato chiesto in passato se non mi vergognassi ad uscire di casa per il giro canino con addosso una tuta sbrindellata, le ciabatte e una felpa sformata, ciondolante e trascurato, capo chino, non per umiltà, ma per la chicane tra i ricordi fecali di bestie ignote; l'essere sciatto ti porta anche a sentire il mondo esterno, il quartiere, l'isolato come propaggine o appendice del tuo focolare e del tuo stato interiore sentendoti più a tuo agio in quella modalità che rispettando i canoni estetici e comportamentali (sempre altrui mai miei).

Il tutto è anche causato, se non direttamente innescato,  da quel sentore che il tempo concessoci, al netto delle ore realmente vivibili, sia troppo poco per essere sprecato in rituali preposti alla cura fisica di noi stessi. Del resto, fino a prova contraria, le ore di una giornata son ventiquattro, di queste dieci son letteralmente scippate dal lavoro (se non di più), vorrai dormire almeno sei ore in una notte? Poi la macchina umana necessita anche d'esser nutrita e la società moderna ha già fatto di tutto per risparmiare tempo nell'unica cosa che, per questioni salutari e di piacere intrinseco, dovrebbe ritagliarsi una nicchia privilegiata nei nostri programmi. Alla fine rimangono 6 ore da spartire in gestione domestica, cure e attenzioni per il cucciolo, affetti, famiglia, relazioni personali, dose giornaliera di cultura, musica, possibili hobbies, sport e ultima (non a caso) la cura per la propria persona. Fino a che non intervenga una legge atta ad aumentare le ore di una giornata o a diminuire i doveri professionali, ognuno deve stabilire le proprie priorità nel gestire le briciole d'esistenza che gli rimangono e la mia si chiama SCIATTERIA.

13 Mai

Gangs Of New York

Gangs Of New York è stato uno dei film che più ho amato negli ultimi 10 anni. Non sarà certo il capolavoro del grande M. Scorsese, ma è un film spudoratamente pretenzioso, imponente e dal fascino irresistibile...destinato a diventare un "cult" della Storia del Cinema. Questa che segue è la mia "recensione" che scrissi circa due settimane dopo l'evento:

Enorme,controverso,ricchissimo,terribilmente fascinoso e potente… il film è ambientato nella New York del 1846, Amsterdam( Leonardo Di Caprio) originario dell’Irlanda, esce di prigione intenzionato a vendicare la morte del padre assassinato sotto i suoi occhi da Bill il Macellaio, ma prima di ammazzarlo, Amsterdam decide di conquistarne la fiducia e nel frattempo si innamora di Jenny( Cameron Diaz) la più abile borsaiola della città nonchè prostituta e protetta di Bill…. Ma al di là della storia che nella sua semplicità e nelle sue incompiutezze rimane sempre avvincente, si entra nel mito: Gangs of New York e’ infatti un epico affresco sulla nascita di una nazione,di una nazione che nasce nella strada. Descrivere New York e le guerre tra bande che insanguinavano le sue strade diventa il pretesto per raccontare l’America tutta e “il cuore di tenebra” del pensiero Usa. Un’America con un passato incendiario fatto di lotta brutale tra classi sociali, di sopraffazione e razzismo mascherati da infami e miserabili guerre di religione. Scorsese racconta il primordio newyorkese con orrore e ammirazione, ricostruisce un set da western, certo un western senza i grandi spazi del paesaggio americano, ma che riflette il senso di “ frontiera”di un luogo senza legge ,  di una società dove l’elemento naturale è la lotta per la vita,la lotta per il mantenimento dell'ordine, personale e pubblico,per il mantenimento di un’idea astratta di comunità. Laddove ogni fine segna un nuovo inizio, laddove si è certi che ci saranno altri finali e altri inizi intinti nel sangue. -L'ORRORE - Scorsese affronta la Storia con l’occhio analitico dell'antropologo, e lo fa avvicinandosi e richiamandosi alla metafisica coppoliana di Apocalypse Now… Lì l'orrore, qui la paura, come strumento che preserva l’ordine delle cose.- LA PAURA- Il colonello Kurtz rivive nell’assolata Manatthan ,grazie ad uno stratosferico Daniel Day-Lewis che ridefinisce i livelli d'intensità di una performance attoriale,nel suo inquietante antenato Bill il Macellaio .Bill rifiuta il mondo per come sente stia diventando, Kurtz per quello che aveva visto.Ma Bill diversamente da  Kurtz non si isola per affermare il suo potere , non si nasconde, tutte le sue azioni sono fatte alla luce del sole:” Quando uccidi un re non puoi pugnalarlo in un vicolo,lo devi uccidere dove tutta la sua corte può vederlo”:è il maestro di cerimonia, l'attore che sul palcoscenico attira l’attenzione attonita degli spettatori. Nel Macellaio è racchiusa tutta l'amorale ammirazione di Scorsese per coloro che, fino in fondo, si assumono la responsabilità di vivere fuori dalle regole, dettando le proprie regole. Era difficilissimo includere in un solo film tutta quell’informazione storica di cui si doveva tener conto, riuscire a stratificarla, dando valore a tutti gli elementi storici e per di più intrecciarli alle storie personali dei protagonisti…bisognava trovare l’equilibrio giusto…Scorsese,nonostante alcuni oscuri buchi di sceneggiatura, sembra trovarlo e in questo senso ci regala non un perfetto film storico, ma una sua personale ed illuminata impressione di certi eventi storici di quel periodo … e  di fronte ad un finale che annega attoniti i due duellanti nei fumi della battaglia, realizzando splendidamente lo scivolamento da privato a pubblico, da terra a cosmo, da immanenza a trascendenza e poi con Amsterdam/DiCaprio che dice:”Un giorno nessuno si ricorderà più di noi”… ci rimane…una delle più affascinanti “pagine” di cinema che sia mai stata scritta. 

Jim Stark.     

08 Mai

Will.T Massey

Ieri sera, anzi sarebbe meglio dire "notte"...presso La Cantina Mediterraneo in Frosinone, si è esibito in una performance acustica il cantante Texano( Austin) Will. T Massey. La serata è stata molto accattivante, l'atmosfera era quella giusta, le persone anche e la musica l'ha fatta da padrona! Davanti ad una quarantina di persone l'artsita texano ha presentato il suo nuovo lavoro " Letters in the wind" e imbracciando solo la sua chitarra ci ha regalato momenti suggestivi, riproponendo anche  diversi pezzi del suo acclamatissimo( e per giunta bellissimo) omonimo primo lavoro .Con umiltà e ispirazione è riuscito ad incarnare il vero spirito della musica autoriale, quella vera, quella pura, quella vissuta, fatta di ombre e di luci e che in un modo o nell'altro ti segna e ti porti dietro! E' stata veramente una serata particolare segnata anche dagli incovenienti del caso( chitarra scordata!!! ), in cui sembrava che un gruppo di amici si fosse incontrato in un pub e ad un certo punto tutti avessero proposto al più talentuoso e dotato del gruppo di suonare qualcosa! Un cantastorie senza dubbio eccezionale, timido, introverso, ma allo stesso tempo disponibile e gentile Will. T Massey, nonostante portasse sulle spalle la stanchezza di un rocambolesco e stressante viaggio, è riuscito ,attraverso la sua musica, a farci respirare un'aria ed un'atmosfera che venivano da molto lontano. MAGIC MOMENTS!
 
Jim Stark
07 Mai

Alcool

Inchiniamoci alla scienza...eh eh!

 

 

Una mandria di bufali si può muovere tanto rapidamente quanto è la velocità del bufalo più lento, e quando la mandria è cacciata, sono i bufali più lenti e ammalati che sono alla fine del gruppo che muoiono per primi.

 

Questa è una selezione naturale valida per la mandria considerata un tutt'uno, visto che la velocità generale e la salute dell'assieme migliora con la morte regolare dei suoi membri più deboli.

 

 Alla stessa maniera, il cervello umano può operare tanto velocemente quanto i neuroni più lenti. Il consumo eccessivo di alcol, come tutti sappiamo, distrugge i neuroni, ma naturalmente attacca in primo luogo i neuroni più deboli e lenti. In questo senso il consumo regolare di birra elimina i neuroni più deboli, rendendo costantemente il cervello una macchina più rapida ed efficiente.

 

Il risultato di questo profondo studio neurologico verifica e convalida la relazione causale fra le uscite festaiole del fine settimana e il rendimento dei consulenti, matematici, ingegneri, economisti,avvocati, progettisti, etc. Allo stesso modo si spiega il perché dopo pochi anni aver finito l'università e contratto matrimonio, la maggior parte dei professionisti non possono più mantenere i livelli di rendimento dei neolaureati. Solo quei pochi che persistono nello stretto regime di consumo vorace di alcol possono mantenere i livelli intellettuali che avevano durante i loro anni di studente universitario.

 

 Mentre il nostro Paese sta perdendo il suo potenziale intellettuale, noi non possiamo rimanere in casa senza fare nulla.

 

 Andiamo al bar.

 

 Beviamo litri e litri di Neuroni, Tequila, Campari soda, birra,ecc.

 

 Le nostre aziende e il nostro paese necessitano che tu sia al massimo e noi non possiamo negarci alla carriera che ci sta davanti.

 

Ciao a tutti e so che prenderete provvedimenti adeguati per la salvezza delle migliori teste pensanti.

 

05 Mai

E POI...

 

E POI…

 

 

Il tempo che ancora

non mi ha dato una risposta,

mi invita a rimanere.

Ho passato troppo tempo

fermo a riva,

ho un uomo in mente

ma non sono io.

04 Mai

Sono morto...Grazie.

 

 

SONO MORTO … GRAZIE.

 

 

Tutto bene, grazie.
Niente di nuovo in famiglia, tutto a posto, anche la nonna, sì.
Il lavoro, beh, quello l’ho lasciato.
Già.
Molto dipende dal fatto che proprio ieri sono morto.
No, non fare quella faccia, non è stato niente di eclatante.
Davvero.
Uno vive venti, trent’anni - ma che fai ti tocchi? Oh scusa, ma certo anche quaranta o cinquanta, dicevo per dire - e poi una mattina...tac!
Morto.
Un attimo prima mi guardavo la punta delle scarpe per essere sicuro che non fossero rotte, un attimo dopo la cosa non aveva più nessuna importanza.
Poi, guarda, quello che proprio mi ha sorpreso è stata la mancanza di pathos.
Cioè, morire capita una volta sola nella vita, no?
E che ti aspetti, nientemeno che una bella musica di sottofondo, una mano amica che ti sorregga la testa e che ti pianga lì, mentre pronunci le ultime frasi immortali, giusto?
Alla fine dopo aver visto migliaia di film uno comincia a dare per scontato che la morte sia quella lì.
Sbagliato, non è così.
C’è solo un rumore come un altro, nè più forte nè più debole: uno dei tanti.
Nel mio caso un "crock", originale lo ammetto, ma comunque già sentito.
Da bambino mi pare, cadendo dalla bici.
E’ questa la fregatura più grossa, quella che ti fa venire un pò di magone quando capisci che è andata, che hai sparato l’ultima cartuccia.
Non è come te l’aspetti, è molto meno.
Ti senti tradito, frustrato perchè non puoi riavvolgere e tornare a due minuti prima, magari per prepararti un pò meglio.
Si tratta di una cosa di cui senti parlare da sempre e poi, all’improvviso, ti arriva addosso, magari con te che ti stai infilando un dito nel naso.
In giro c’è il solito traffico, motorini da tutte le parti, gente incazzata che va a destra e sinistra.
Tu muori - e la cosa è abbastanza importante per te - , ma intorno il traffico non diminuisce, i motorini sempre da tutte le parti e la gente incazzata uguale.
Importa niente a nessuno.
Che fregatura.

Ah, nel mio caso il crok è stato provocato dal passaggio del 63 sopra di me.
Non escludo che l’asfalto bagnato abbia contribuito a creare la situazione imbarazzante.
L’ultima cosa che ho visto sono stati gli occhi del conducente: pare che si fosse reso conto di cosa mi stesse capitando.
Io a tutto pensavo, tranne che me ne stessi andando.
Pensa, stupidamente l’ultimo pensiero è stato per i pantaloni, che avevo appena comprato: sai c’era una pozzanghera.
Mi hanno raccolto lì dentro.
Avevo una faccia!
Da morire dal ridere, ti giuro.
Un occhio aperto che fissava il cielo e l’altro giù, nella pozza.
Credo di aver perso anche gli occhiali da sole, anche quelli appena comprati.
Cazzo.
L’unico sollievo è che avevo in borsa i moduli x le bollette da pagare.
Stavo andando proprio lì, alle poste, quella mattina.
Ci credi se ti dico che di colpo non me ne fregava più niente delle bollette?
E sai quanto odiassi fare la fila alle poste.
Sì, sotto questo aspetto la morte è una mano santa: debiti e scadenze addio!
Tra l’altro è strano: non passo mai da quella parte, faccio l’altro giro, sai, quello dalla piazza.
Dici che mi hanno ucciso le bollette?
No, stasera non esco.
Andate a bere una birra, tu e gli altri?
Sarei venuto volentieri ma adesso uscirò meno, sai com’è.
Ah un’altra cosa, ho visto quello che hai fatto x me dopo, vabbè x quello che era rimasto di me... eh beh anche se non ce n’era bisogno…grazie, davvero.

Ora ti lascio…

Jim

 
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